Gli ospiti delle comunità terapeutiche Villa Ida e Galileo, in cerca di un angolo di verde in questa calda estate, si sono regalati una giornata immersi nella vegetazione del più antico Orto Botanico al mondo. Una esperienza che ha aiutato i partecipanti a rileggere il proprio percorso; ecco, quindi, cosa, alcuni di loro, hanno saputo elaborare di fronte allo spettacolo della natura.  

“Mentre noi ci muoviamo, loro sono radicate al terreno; mentre noi consumiamo risorse, loro ne generano; mentre noi produciamo anidride carbonica, loro la assorbono e così via. Contrariamente a noi e agli altri animali che, dotati di arti e di muscoli per muoversi, tendono a fuggire di fronte ai problemi, i vegetali hanno dovuto necessariamente affrontarli, adattandosi e sviluppando soluzioni. Adeguarci alla transizione in corso è quello che dovremmo fare anche noi. Continuiamo a cercare soluzioni ai problemi del presente laddove non possono essercene”.

“Una struttura centralizzata e gerarchica può essere uno svantaggio non solo per il singolo, ma anche per il gruppo: la capacità di risolvere problemi di una collettività è migliore di quella di un individuo, per quanto geniale, e anche della somma delle capacità dei singoli che costituiscono quella collettività. Per questo la rete costituita dalle piante funziona meglio: con la loro struttura modulare, cooperativa, distribuita e senza centri di comando, le piante si comportano come comunità democratiche. Rispetto al modello dell’intelligenza animale, dunque, quello vegetale garantisce meglio la sopravvivenza della specie, proprio perché guarda alla comunità e non al singolo. Una singola pianta sopravvive a stento se non è circondata da una comunità di suoi simili”.

“Per restare giovani dobbiamo lasciare andare le cose vecchie”.

“Le piante ci insegnano mille modi per difendersi e sopravvivere, mimetizzandosi, costruendo bordi e recinzioni, generando spine, puzzando…”

Lila e Alice
per l’équipe di Villa Ida e Galileo
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